LE MILLE SFUMATURE DEL PERU’ IN 12 GIORNI

PERU'

Così lontano, così desiderato, il Perù nasconde una miriade di sfumature e bellezze senza tempo.

Un paese dalle mille sfumature, il Peru’. 15 giorni immersi totalmente nelle bellezze che questa terra offre, un continuo sali scendi di emozioni e spensierati orizzonti.

Lima

Incastonata tra le Ande e il Pacifico e con ben 10 milioni di abitanti, non respira. Le nuvole basse la fanno quasi sempre da padrona per tutto l’anno.

Arequipa, Monastero di Santa Catalina

Questa città è un contrasto continuo, la natura e le modernità si modellano a seconda dei quartieri. Da non perdere Barranco, un tempo località balneare appena fuori città, oggi quartiere dedicato alla Street art. Mangiate da Isolina, dove imparerete che chiedere prima di ordinare non costa niente e salva la vita.

Ica

In questa zona c’è l’oasi di Huacachina, a 300 km a sud di Lima. La strada per giungere in questa autentica oasi attraversa il deserto roccioso lungo la costa del Peru’.  Qui la popolazione è dedita completamente all’agricoltura (cotone, ceci, fagioli, asparagi, pecan e soprattutto viti).

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Arequipa, Monastero di Santa Catalina

Qui sorge il pisco, liquore peruviano utilizzato come base per il piscosour (e altri cocktail) bevanda nazionale del Peru’ (ma anche un po’ del Cile, con cui non scorre buon sangue), che personalmente ho trovato imbevibile (con limone, uovo e zucchero).

Lasciate le rocce alle spalle l’oasi vi riserverà uno spettacolo magnifico con infiniti giochi di sabbia dove potrete dilettarvi nel sundboarding. Potrete provare l’ebrezza di percorrere un tratto della famosa Panamericana, che collega l’Alaska con la Terra del Fuoco.

Arequipa: Ciudad Blanca

Una perla peruviana situata a 2.335mt di altitudine ai piedi del vulcano El Misti (5.822 mslm) e in piena zona sismica e contornata dalle cime dei più imponenti vulcani della peruviani.

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Arequipa, Monastero Santa Catalina

Detta anche “La città bianca”, per la pietra candida (“sillar”, simile al tufo) con cui sono costruite le abitazioni del centro storico, dal 2002 è Patrimonio UNESCO.

Il 15 agosto la città si dipinge a festa per l’anniversario della fondazione della città e in Plaza de las Armas, al cospetto della imponente cattedrale, si mangia e si balla nel segno della tradizione. Il protagonista indiscusso delle tavole è il simpatico porcellino d’India (“cuy”), servito arrosto e che sconsiglio di ordinare per cena ai deboli di cuore.

Perdetevi poi nei bellissimi e variopinti mercati, sempre splendenti e ricchi di ogni qualsiasi cosa.

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Arequipa, punto panoramico

Il Mercado San Camilo di Arequipa è su due piani: a quello inferiore si trovano i banchi tradizionali (frutta, verdura, carne, pesce..), quello superiore invece ospita una rivendita di animali vivi (conigli, galline, porcellini d’india..), i negozi di tessuti e un “ristorante” dallo standard igienico al ribasso e che richiede un discreto coraggio.

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Arequipa, Monastero di Santa Catalina

 

Non perdetevi la visita del Monastero di Santa Catalina, cinto da spesse mura è una piccola città nella città.

Vale la pena perdersi per le sue strade, esplorare le stanze dove la vita delle monache scorreva lenta, e lasciarsi conquistare dalla bellezza dei colori accesi, delle piante rigogliose e dall’ordine che regna sovrano.

Arequipa è un’ottima tappa, qui potrete acclimatarvi in previsione di visitare il Canyon del Colca.

Canyon del Colca

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alba sulla carrettera 1SE

Servono quasi tre ore di meraviglia per arrivare a destinazione: il paesaggio è lunare e desertico e l’unica traccia dell’uomo è l’asfalto, quasi invisibile nello spazio immenso. L’alba che infuoca la pampa è da brividi, complici gli 8 gradi di temperatura delle sei del mattino e rendono il cielo tersissimo. Qui, se siete fortunati potrete assistere in diretta al vulcano Sabancaya fumante.

Non perdetevi il punto panoramico di Mirador, a 4910 mslm  e dalla quale si possono osservare ben otto vulcani: Ubinas (5675m), El Misti (5822m), Chachani (6075m), Ampato (6310m), Sabancaya (5876m), Husky Hualca (6025m), Mismi (5597m) e il Chucura (5360m).

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Il Canyon del Colca, Cruz del Condor

Il culmine della bellezza si raggiune al passo di Abrapata pampa, il punto più alto della Carretera1SE nonché il passo asfaltato più alto delle Americhe.

La gola della vallata, in fondo alla quale scorre il fiume Colca, è profonda quasi 5000 m e dalla balconata la vista è davvero vertiginosa.

Canyon del Colca, Peruanas

È il secondo canyon più profondo al mondo e sin dall’epoca pre-inca è coltivato a terrazzamenti: un esempio perfetto della capacità dell’uomo di vivere in armonia con la natura, anche quella più ostile.

La visita è consigliata la mattina presto, quando le correnti aeree facilitano il volo dei condor, non particolarmente leggeri (arrivano a pesare fino a 15 kg ed hanno una apertura alare di circa tre metri).

Lago Titicaca

Le acque trasparenti del Lago Titicaca ad occhi aperti: 8000 kmq di blu a 3812 mslm. L’alba sul lago titicaca è meravigliosamente limpida ma incredibilmente gelida.

Reserva Nacional de Agua y Salinas, verso Puno

Visto dall’alto, il lago sembra avere la forma di un puma a caccia, nell’atto di agguantare un roditore. Si tratta di una credenza molto antica, tramandata dalle popolazioni indigene e quindi ben precedente all’uso dei satelliti, da cui oggi possiamo osservarlo con estrema facilità.

Dalla sua particolare forma, potrebbe averne tratto origine il nome: “Titi”, infatti, significa “gatto” (e quindi puma) e “Kaka” pietra. È un luogo magico e leggendario: dalle sue acque, dove sorge l’isla del sol, si narra siano emersi i fondatori della città di Cusco.
La vita a Luquina scorre lenta. La popolazione locale si dedica 365 giorni l’anno al lavoro nei campi.

È sempre stato così. Da qualche anno, si è aperta al turismo e una o due volte la settimana le famiglie accolgono nelle loro case persone da ogni parte del mondo. Osservare i peruviani nella loro quotidianità e conoscere le loro abitudini è una esperienza da non perdere.

Vivono un piccolo mondo incantato fuori da ogni logica moderna: non c’è riscaldamento nonostante le temperature la notte scendano ben sotto lo zero, l’elettricità non è diffusa, si lava tutto a mano, si mangia e si beve soltanto quello che la terra offre. Si parla, principalmente, l’antica lingua aymara e, con i turisti, lo spagnolo.

Tramonto sul Lago Titicaca

Il tramonto sul Lago Titicaca, uno dei più belli mai visti: un cielo così terso, a 3890 mslm, che ho creduto di poter toccare la luna, una visuale ampia da ovest ad est, i colori che cambiano dalle tonalità del rosso a quelle del viola e del blu.

Ma la sorpresa più grande è arrivata dopo. Quando è scesa la notte e il cielo si è acceso di una luce diversa: quella della Via Lattea. Ecco le mie seconde lacrime di emozione pura davanti alla bellezza dei cieli del Sud America.

Dopo il tramonto, le persone locali danno sfogo alle loro energie e ballano in abiti tradizionali, con tanto di brindisi del capofamiglia. Qui potrete anche cenare con le famiglie ospitanti.

Taquile

Qui il tempo sembra essersi fermato, abitata da 2200 persone, suddivise in circa 360 famiglie; la popolazione si autogestisce: vota i propri rappresentanti, che si occupano di organizzare il lavoro rurale e di regolare la vita della comunità, secondo le antiche leggi degli incas.

Per centinaia di anni, gli abitanti di Taquile non hanno potuto sposare persone che non fossero originarie dell’isola. Ancora oggi è invece ammessa, se autorizzata dalle famiglie di provenienza, una sorta di convivenza prematrimoniale per consentire alle coppie di conoscersi prima del matrimonio, che non ammette divorzio.

Taquile, Risveglio sul Lago Titicaca

Non ci sono strade carrabili, soltanto sentieri, e l’elettricità è quasi del tutto assente. Camminando (non senza fatica, si oltrepassano anche qui i 4000 mslm) verso il principale centro abitato, si può ammirare la Bolivia sulla sponda sinistra. Magnifico!

Vincicunca

Nota per essere la montagna dei sette colori, svetta a oltre 5000 mslm.

Per arrivarci la strada attraversa la vallata e passa tra le case di un paese di contadini. Tutto è ancora autentico, ma il turismo è in crescita e c’è da chiedersi per quanto ancora lo resterà.

Per arrivare in vetta, bisogna percorrere 3 km a piedi: a questa altitudine, nonostante i primi due siano quasi in piano, il tempo di salita è stimato in circa un’ora e trenta. Ho il fiatone e spesso la tachicardia, per cui salgo lentamente, ma non accuso nè la nausea nè il mal di testa. Il panorama è bello da far male al cuore: ghiacciai immacolati oltre i 6000 metri, Ande a perdita d’occhio e questa montagna rossa e a righe colorate che sembrano disegnate. Il quadro è da non credere.

Cusco

Dagli oltre 5000 mslm della montagna colorata, si scende ai 3400 mslm di Cusco. Il viaggio verso la città è decisamente lungo, ma dopo una settimana da vagabondi ci aspetta un giorno nella civiltà (e ben due notti di fila nello stesso albergo, un vero lusso).

È la storica capitale dell’impero del sole: coloniale, credente, pulita, ordinata, ancora autentica. Tra le città del Perù, la mia preferita. Anche qui, il mercato è il centro della vita cittadina e le chiese sono numerosissime e barocche.

Qui vi potrete perdere per le strade del quartiere di San Blas, abbarbicato sulla collina, un insieme di case piccole e bianche e di stradine dove si trovano ottimi ristoranti e negozi di tendenza.

La Valle Sacra

Andiamo alla scoperta della Valle Sacra, la valle del fiume Urubumba, centro dell’impero inca. La prima tappa è il villaggio di Chinchero, i cui terrazzamenti per la coltivazione del mais sono perfettamente conservati.

La seconda tappa è Moray, a 3500 mslm: si tratta di terrazze circolari, che potrebbero sembrare anfiteatri ma in realtà costituiscono un vero e proprio centro di ricerca agricola. Profonde sino a 100 metri, consentivano la coltivazione di molte varietà di piante diverse, anche grazie al fatto che ad ogni “livello” la temperatura è differente.Il sito è stato scoperto soltanto nel 1931.

Il panorama, come sempre, è mozzafiato. Dirigetevi poi alle vicine e imperdibili saline di Marās: 3000 vasche, infinite sfumature di bianco, beige, grigio e rosa. È un mistero come l’acqua salina possa trovarsi a 3800 mslm.

L’ultima tappa è Ollantaytambo, la fortezza sacra: una serie di terrazze di pietra lavorata (ancora oggi non si sa bene come), a protezione del villaggio e della valle. Il granaio, il tempio del sole, le abitazioni: tutto è ancora incredibilmente conservato, e i canali di irrigazione costruiti dagli inca ancora oggi servono il villaggio.

Tutta la bellezza splendente di Machu Pichu

I massi di granito sono perfettamente incastonati tra loro, grazie a tagli perfetti e agli angoli arrotondati. Non è stato usato alcun tipo di malta. Grazie a queste particolari tecniche di costruzione, gli edifici hanno resistito nei secoli ai terremoti.

Da qui parte il treno per Agua Caliente, tappa consigliata da utilizzare come base per salire a Machu Picchu.

Machu Pichu

Se decidete di salire a piedi come noi da Aguas Calientes (2000 mslm) sino all’ingresso per Machu Picchu (2430 mslm), eviterete la coda (circa un’ora) per salire sulla navetta che in 20 minuti senza fatica ci lascerebbe a destinazione. La vostra linea ringrazierà!

Le temperature non sono rigide come altrove, ma la mattina presto restano intorno ai 5 gradi e l’aria punge. Il cielo anche oggi è una tavola azzurra senza macchia e più tardi col sole farà caldo.

Non ci sono parole per descrivere l’emozione di trovarsi su questo sentiero, immersa nel silenzio, mentre si apre la vista sulla vallata proprio quando il sole buca le cime delle Ande e illumina Machu Picchu.

Senza dubbio, sul podio delle albe più intense della mia vita. Una volta arrivati, è stato come innamorarsi.

Anche la discesa, dopo una breve sosta, è decisamente tosta e ad ogni passo si sentono tremare le ginocchia per lo sforzo. Ma ne vale la pena. Difficile lasciare Machu Picchu senza un nodo in gola e stregati dal fascino senza tempo.

Il Rientro

Il rientro nella capitale è denso di nostalgia. Gli ultimi due giorni in Peru’ sono dedicati allo shopping, alla visita del centro storico della città e allo svago. Lima (col suo microclima padano e sul terzo gradino del podio delle città più trafficate al mondo) non può competere con le meraviglie naturali di questo Paese, ma offre qualche spunto.

La domenica il centro è chiuso al traffico, ed è curioso osservare le abitudini dei peruviani. Le chiese strapiene, il ritrovo di intere famiglie nelle grandi piazze per giochi di società e qualche spuntino consumato lungo i marciapiedi, la musica per le strade, i clacson incessanti. Il Peru’ offre tutto: cultura, storia, natura incontaminata, metropoli, ottima cucina. Non manca nulla.

L’atmosfera sudamericana, il disordine, l’amore e la cura per il cibo, i colori sgargianti dei tessuti, il legame con madre terra, il rispetto per la natura, i sorrisi senza barriere, l’orizzonte spesso infinito. Ho amato tutto.

 

 

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